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Traversata Atlantica Gran Canaria/Spagna – Martinica/Francia

Traversata Atlantica Gran Canaria/Spagna – Martinica/Francia

  • Data: 13/01/2015
  • Luogo: Le Marin Martinique
  • Miglia Percorse: 5679

PREFAZIONE

Dopo tre mesi trascorsi alle Canarie, passati a navigare e visitare le varie isole dell’arcipelago, con l’aiuto dei soliti amici Giorgio, Pulcino, Emilio e Gigi Crippa, ho preparato minuziosamente Sanganeb per la fatidica traversata atlantica.

...escursione a La Graciosa

…escursione a La Graciosa

In questi periodo mi sono documentato accuratamente sulle rotte opportune e ideali mi sono allenato nell’uso del sestante anche grazie agli insegnamenti del grande navigatore e amico Mario Bonomi autore di due giri del mondo e di due altrettanto bellissimi libri : “Amantea “ e “ Amantea nei mari del sud”, grande Mario ! Mi sono impratichito sull’uso della radio ad onde corte SSB e per far questo è venuta buona la patente di Radioamatore acquisita con fatica ed impegno più di vent’anni fa con l’amico archeologo subacqueo Ivan Luccherini e mi sono già messo in contatto con alcuni radioamatori che con il supporto di due amici “greci”

Pulcino al lavoro

Pulcino al lavoro

Luigi Muccio e Luigi Salani mi seguiranno durante la traversata, ho imparato a scaricare i file Grib con la radio in modo da aver sempre le carte meteo aggiornate e infine ho preso un telefono satellitare Iridium per collegamenti di emergenza. Girando per i porti delle Canarie e soprattutto nel porto di Las Palmas ho conosciuto e intrattenuto rapporti con altri navigatori provenienti dai più disparati luoghi:

Un amico Norvegese conosciuto a Gran Tarajal

Un amico Norvegese conosciuto a Gran Tarajal

Norvegia, Russia, Olanda, Regno Unito, Polonia, Francia, Spagna e molti Americani che faranno la mia stessa rotta ma per tornare a casa. Scambiando pareri e confrontando le idee ho acquisito ulteriori nozioni che ampliano la mia cultura marinaresca fatta solo di conoscenze acquisite da esperienze personali; informazioni che sicuramente mi saranno utili per raggiungere il mio obbiettivo, insomma tre mesi spesi bene! Tutto questo grazie ai miei utili anche se non ancora completamente sufficienti studi di inglese fatti da tre anni a questa parte nei più disparati luoghi del pianeta.

Il 23 novembre partirà la ARC ovvero Atlantic Racing Cruise dove 200 e più imbarcazioni dai 38 piedi in su si radunano per attraversare l’atlantico insieme e in sicurezza, l’impeccabile organizzazione inglese oltre che a stabilire le regole e a controllarne le dotazioni di sicurezza, a partire da 15 giorni prima istruisce tramite breafing specifici e giornalieri gli equipaggi iscritti, TRAVERSATA ATLANTICA 1_watermarkedfornisce loro le cognizioni e gli strumenti per poter essere seguiti e monitorati minuto per minuto durante la traversata grazie a mezzi aerei e navali di soccorso e quindici giorni prima della partenza e quindici dopo l’arrivo organizza premiazioni per la prima arrivata, per l’ultima, la più grande, la più piccola, la più originale ecc. ecc. poi eventi, feste, incontri con personaggi famosi e sponsor vari ecc. ecc. insomma una grande festa . Io sono stato più volte sul punto di iscrivermi ma poi ho fatto la seguente considerazione: questa è la mia “traversata atlantica” se viene gestita da una organizzazione , seppur valida ed efficiente, non è più la mia “traversata” , mi sono buttato anima e corpo in questa impresa e la voglio condividere con me solo e con il mio equipaggio che proprio per questo non dovrà essere composto da esperti ma solo da amici spinti dallo stesso entusiasmo, passione e spirito di avventura. Di esperto o quasi c’è n’è uno e questo basta, poi le feste, i balli, i brindisi con giacca di lino o peggio ancora con pareo e bandana con le rispettive signore messe in tiro con la chincaglieria in mostra, no non fanno per me, un ambiente che rispetto ma che è lontano mille miglia dal mio “modus vivendi” da lupo solitario. Non ultimo c’è il fatto che l’iscrizione richiede una cifra sostanziosa che sta meglio in tasca mia viste le spese già sostenute finora.

Se i lavori allo strallo di prua che mi stanno trattenendo più del previsto a Las Palmas termineranno in tempo conto di partire per fine novembre per arrivare per Natale ai Caraibi ma purtroppo questo dipende dal pezzo di ricambio che aspetto dall’Olanda . Ci sentiamo alla partenza … speriamo al più presto!

12:00 in punto togliamo gli ormeggi dal Marina di Las Palmas ci dirigiamo al distributore di benzina per rabboccare il gasolio del serbatoio principale e riempire le taniche di riserva. Siamo in quattro io,

Elisabetta rammenda la bandiera

Elisabetta rammenda la bandiera

Elisabetta mia moglie o meglio la donna della mia vita, che ha abbandonato gli impegni di lavoro affidandoli ai nostri figli per seguirmi in questa storia. Con lei al fianco aumenta sicuramente la mia responsabilità ma aumenta soprattutto la certezza di avere al fianco una persona sempre lucida, pragmatica e risoluta in ogni situazione; queste sue doti caratteriali ci metteranno sicuramente in contrasto, voleranno per la barca “ ..fan culo” oceanici ma la sensazione di avere una “forte” persona come Lei al fianco mi darà ulteriore sicurezza, grande Elisabetta!!!! Emilio, che ha già condiviso con  Michela la navigazione da Gibilterra a Lanzarote e che ha deciso di intraprendere questa navigazione dopo la grave malattia che lo ha colpito, la sclerosi multipla, che esattamente un anno fa lo teneva paralizzato in un letto d’ospedale e solo grazie alla sua caparbia oggi è qui con me in questa impegnativa navigazione e non come ospite ma collaborando attivamente alla conduzione della barca: è lui che si occuperà dei collegamenti radio e della stesura del giornale di bordo. Frank grande amico di vecchia data, insieme abbiamo fondato e condotto le due più grandi società subacquee monzesi: la “Ferrea Sub” Fips ed il “Blu Monza” Padi. Insomma un grande equipaggio formato non da grandi marinai ma da grandi persone ed è questo che conta, per affrontare e risolvere le situazioni critiche che potremmo trovare serve non solo la tecnica ma soprattutto carattere.

PARTENZA

Alle ore 13:00 usciamo definitivamente dal porto con prua a Sud in direzione dei 20° di Latitudine nord e 30° di Longitudine ovest a circa 300 miglia circa ad Ovest dell’arcipelago di Capo Verde, primo obbiettivo della lunga navigazione di 2900 miglia, che ci condurrà nell’isola della Martinica nelle Piccole Antille.

Non vi starò a raccontare il resoconto giornaliero dettagliato di questa navigazione che durerà presumibilmente 22/25 giorni in quanto i giorni che si susseguono sono quasi tutti uguali ma racconterò solo i fatti salienti con le eventuali considerazioni mie personali.

Innanzitutto un’ altra premessa al diario di navigazione la merita la cambusa:

La cambusa

La cambusa

il mio equipaggio, mentre io ero impegnato con le ultime operazioni di riparazione dello stallo di prua, si è impegnato nell’acquisizione delle provviste che serviranno per il mese di navigazione, ecco i numeri: 150 bottiglie di acqua minerale, 30 di vino, un cartone di birra, uno di coca cola , uno di schweppes, 30 litri di latte, succhi di frutta vari, 30 kg. di mele, 40 kg. di arance. 20 kg. di limoni,40 kg. di patate, 20 di cipolle, 5 verze, fagioli, lenticchie, scatole di tonno, acciughe, 20 scatole di pelati, piselli, 15 kg. di pasta , 20 di farina, ecc.ecc insomma l’occorrente per farne tre di traversate atlantiche , qualsiasi cosa possa succedere non è di fame e sete che moriremo.

1° giorno  153 miglia28°07’N 15°25W

Il cielo è nuvoloso con un aria da temporale, la temperatura non è per niente estiva e le previsioni meteo non sono ottimali ma io non ne posso più di stare nel porto, l’attesa di questi giorni è stata snervante, 2 ore prima di noi è partito Angelo un italiano conosciuto in banchina al porto di Las Palmas, la sua barca è un Ovni 43 una bella barca di alluminio costruita per navigare l’oceano, anche lui è diretto al Caribe per poi proseguire per Cuba, non prendiamo nessun accordo tra noi, non c’è un buon “feeling” lui sta sulle sue ed io non sono da meno.

il primo tramonto

il primo tramonto

Dopo un’ora di nvigazione il vento da NE rinforza e di conseguenza le onde che superano i 2 metri, costringendoci a ridurre le vele di 2 mani di terzaroli, filiamo a 7/8 nodi, una meraviglia! La rotta è di 180 °. Primo breafing con l’equipaggio, decidiamo i turni: Elisa, Emilio e Frank si alterneranno in pozzetto con turni di tre ore di guardia iniziando dalle 12,00 e scalando ogni 24 ore di un turno , questo per evitare che alla stessa persona capiti sempre il turno delle 3 alle 6 di notte che è sicuramente il più gravoso, io essendo l’unico in grado di manovrare la barca sarò sempre a disposizione in pozzetto per qualsiasi evenienza possa capitare, inoltre potrò sostituire chiunque , se ce ne fosse necessità, nel turno . Complice la “paella” consumata la sera precedente in un pessimo ristorante di Las Palmas dove avevamo deciso di festeggiare la partenza, passo alcuni tratti della navigazione al cesso e una latente nausea mi assale, che sia mal di mare? Mai successo di avere il mal di mare e dopo 40 anni di mare lo devo scoprire proprio ora , non posso crederci. Comunque il primo giorno di navigazione , tra uno sballottamento e l’altro passa tranquillo

2° giorno  144 mg. –  25°59′ N 16°40′ W

 

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Onde oceaniche

Il cielo è sempre grigio e cupo il mare sempre più mosso ma il bel vento sostenuto ci fa filar via veloci a 8 nodi con punte a 9 nodi. La nausea è sempre presente e in più si è aggiunto il mal di testa, non posso proseguire così mi decido a prendere un Oki per il mal di testa e come da consiglio di un amico francese Olivier, che corre sui Mini 6 e 50 barche da regata oceanica molto tecnologiche ma lunghe solo 6,50 metri e che ha partecipato più volte alla Mini Transat : competizione di 2500 miglia riservata a questi “ barchini” che parte dalla Francia ed arriva ai Caraibi e alla quale partecipano i più grandi nomi della vela internazionale, prendo un antistaminico che dovrebbe risolvere il problema nausea, in effetti dopo un paio d’ore rinasco, mal di testa e nausea scomparsi. Grazie Olivier! Emilio scarica sul computer con la radio SSB il primo file grib meteo, che ci evidenzia sulla nostra rotta una forte perturbazione in arrivo da ovest con forti venti e onde di 3 metri e a sud della stessa una zona di assoluta calma di vento, dopo un consulto radio con un amico di Las Palmas, Felice , grande ed esperto navigatore oceanico con 18 traversate alle spalle, decidiamo di prendere una rotta più vicina alla costa africana della Mauritania dove la situazione sembra più ragionevole. La vita a bordo scorre tranquilla ognuno si occupa delle sue mansioni e dei turni al timone, con l’aiuto della tecnologia ovvero: del pilota automatico che ci tiene in rotta meglio del più grande timoniere di Coppa America, del plotter cartografico che costantemente ci indica la posizione e la rotta sulla carta nautica, il radar che ci indica il via libera da ostacoli e ci evidenzia sullo schermo l’arrivo dei temporali qui chiamati “ groppi”, l’AIS che ci da l’avviso se ci sono navi sulla nostra rotta in modo da evitare comunque possibili collisioni nonostante tutta questa tecnologia. Elisabetta ha il compito di trasferire accuratamente tutti i dati di navigazione sulla carta nautica tradizionale in maniera che se la tecnologia ci dovesse abbandonare abbiamo la nostra situazione sotto controllo e con bussola , sestante, orologio e carta nautica potremmo comunque proseguire la navigazione.

3° giorno  143 mg. –  24°03’N 18°02’W

Durante la notte il vento aumentato a 30 nodi e soprattutto il mare con 3 metri di onda per un periodo di 7 secondi, quindi onde molto ripide, anche se per fortuna da Nord Est, quindi di poppa, ci rende la vita a bordo quasi impossibile: non riusciamo a stare in piedi dallo sballottamento la barca subisce dei colpi tremendi che mi fanno seriamente impensierire, non riusciamo a cucinare quindi mangiucchiamo qualcosa ogni tanto, non rinunciamo però ai collegamenti radio che abbiamo fissato con “Grande Laguna” che è lo pseudonimo di un radioamatore veneto che, con l’aiuto di altri due radioamatori romani: Danilo ed Angelo, 2 volte al giorno alle 13,00 ed alle 20,00 UTC tiene i contatti sulla frequenza dei 14.422.00 con i navigatori italiani in navigazione nei mari del mondo, sentiamo così Omero che è in rotta per la Martinica, Vincenzo per Santa Lucia, Andrea per Cuba, Fabrizio alle Granadine, Rita in Dominicia e perfino qualcuno in Polinesia. Ho modo di mettermi in contatto anche con Angelo che è lo skipper dell’Ovni 43 che è partito un paio d’ore prima di noi e che fa la nostra stessa rotta però più spostata verso l’africa di 30 miglia e anche lui lamenta le nostre stesse condizioni, chiudiamo il collegamento radio e ci apprestiamo ad affrontare la terza notte di navigazione.

4 Giorno 135 mg.22°23’N 19°46’W

La situazione meteo rimane immutata e i file Grib meteo che scarichiamo non ci fanno illudere in un miglioramento: è tre giorni che non facciamo un pasto decente, alla faccia della cambusa piena di ogni ben di Dio. Subito dopo il collegamento radio delle 13 ,00 con “Grande Laguna” parte un allarme, è il volmetro che ci dice che la tensione delle batterie è a 11,50 Volt, panico!!! Se ci pianta in asso il sistema elettrico tutta la tecnologia che abbiamo a bordo la mettiamo in quel posto, comincio a fare un analisi accurata della situazione e prendo in esame prima i consumi e poi le fonti energetiche.

Consumi:

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