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Isole Marchesi/Polinesia Francese

Isole Marchesi/Polinesia Francese

  • Data: 27/07/2016
  • Luogo: Nuku Hiva
  • Miglia Percorse: 11230

Vi scrivo da Bora Bora nelle Isole di sottovento della Società nella Polinesia Francese, dove ho finalmente la prima connessione internet utile per inviare il mio “Diario di bordo”.Sono passati quasi tre mesi da quando, provenendo dalle Isole Galapagos in Equador, sono giunto dopo 3000 miglia e 23 giorni di navigazione alle Isole Marchesi, nella Polinesia Francese. Ho navigato molto intensamente, per un mese e più, visitando accuratamente tutte queste spettacolari e suggestive isole.1-img_1375
Le Marchesi venivano chiamate anticamente dai Polinesiani “H enua Enana” la terra degli uomini e dove fino a 200 o poco più anni fa si praticava ancora il cannibalismo: Fatu Hiva, Hiva Oa, Thauata, Ua Huka, Nuku Hiva, Ua Pou, ogni isola con la sua storia ma tutte con un comune denominatore: qui è nato il tatuaggio e tuttora questa pratica o meglio definirla “arte” è molto in uso, non si trovano bancarelle che vendono t shirt come souvenir ma tatuaggi. Questo è diventato uno dei mezzi più intensi ed espressivi con cui i polinesiani e in particolare i marchesani manifestano la loro cultura ed arte, uomini e donne sono tatuati dalla testa ai piedi con il cosiddetto “tatuaggio marchesano” che in antichità stava a simboleggiare l’appartenenza ad una tribù, un mezzo di seduzione, un simbolo di prestigio sociale ed infine, tatuato sul viso dei guerrieri marchesani, serviva per incutere timore agli avversari.

img_0048Ormai viene praticato con tecniche moderne e aghi sterili ma rispettando assolutamente i disegni tradizionali e io naturalmente non ho resistito, anche perché è in uso che chi attraversi il Pacifico giungendo alle Marchesi debba farsi un tatuaggio marchesano, quindi tatuaggio sia.
Viene inoltre, sopratutto nelle isole più remote, ancora praticato il baratto, è incredibile sentirmi rispondere alla richiesta di frutta e di altri alimenti con un’altrettanta richiesta di ami da pesca, corde, pile, cartucce da caccia calibro 12, rifiutando sdegnosamente il denaro. In effetti gli approvvigionamenti su queste isole non sono facili ed avvengono una volta al mese tramite una nave cargo, qui famosissima, l’ Aranui . Queste isole sono un mondo incredibile dove tutti sono gentili e sempre sorridenti, dove piove continuamente ma non esistono ombrelli, dove le isole sono montagne alte 2000 metri e le nuvole trasportate dagli Alisei vi inciampano e scaricano pioggia in continuazione , 2-img_2183
dove ci sono torrenti con cascate che si gettano da pareti a strapiombo alte 150 metri e più, dove le galline, le capre, i maiali e i cavalli vivono liberi e sono proprietà di tutti e di nessuno, se uno ne ha necessità basta catturarli, peraltro cosa non molto semplice, dove ipompelmi hanno le dimensioni delle angurie e sono dolcissimi, dove il mare è oceano aperto popolato da balene, delfini, mante e squali che arrivano fin sotto la barca a curiosare per niente intimoriti e ed infine dove Paul Gauguin e Jaques Brel hanno deciso di vivere e sopratutto di morire, questo e altro sono le Marchesi. Anche queste isole rimarranno un ricordo indelebile nella mia mente Domani a malincuore darò l’addio a questo mondo, partirò dall’ isola di Ua Pou ancora una volta verso Ovest, 3-img_2067destinazione gli atolli delle Tuamotu, un mondo completamente diverso da questo, formato da 77 atolli, sottili anelli corallini con all’interno isole disabitate, sparsi su un mare che ha una estensione come quella dell’ Europa ma abitato da 10.000 persone. Una navigazione di 700 miglia in 5 giorni di navigazione per raggiungere l’atollo più a Est quello di Ahe.E poi altre isole, altri mondi, altri popoli …..
Naturalmente Inshallah …

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