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Martinica/Piccole Antille – Curaçao/Antille Olandesi

Martinica/Piccole Antille – Curaçao/Antille Olandesi

  • Data: 28/06/2015
  • Luogo: Curacao
  • Miglia Percorse: 6500

Dopo 4 mesi passati a girovagare per le Piccole Antille è arrivato il momento di levare l’ancora.

Chatam Bay Union Island - Grenadine

Chatam Bay Union Island – Grenadine

La stagione degli uragani incombe quindi la scelta diventa obbligata, due sono le possibilità per evitarli: scendere a Sud verso Trinidad o dirigersi ad Ovest verso le Antille Olandesi o isole ABC dalle iniziali dei loro nomi Aruba , Bonaire e Curacao

situate a nord ovest del Venezuela quasi al confine con la Colombia. Scelgo ovviamente queste ultime in quanto l’intenzione futura è quella di raggiungere le isole San Blas al largo di Panama e quindi a Ovest.

Con due amici Fausto ed Emilio partiamo alla volta di Curacao diretti al Seru Boca Marina dove lascerò Sanganeb al sicuro dagli uragani per un mese circa.

Nonostante il meteo non fosse favorevole siamo dovuti partire lo stesso in quanto l’arrivo a Curacao non poteva essere rimandato per il solito motivo della prenotazione dei voli di rientro da parte dell’equipaggio.

La Blanquilla Venezuela

La Blanquilla Venezuela

Se il nostro primo problema era il meteo, qui è sorto il secondo: i pirati! Questa zona di navigazione infatti è diventata famosa per gli atti di pirateria nei confronti delle barche a vela e di conseguenza io mi sono dovuto tutelare acquistando una pistola lancia razzi calibro 22 e un machete. Non che ciò mi tranquillizzasse molto in quanto non sono portato per la violenza e questi metodi li lascio a Bruce Willis che ha anche il fisico, ma se proprio avesse dovuto servire sarei stato preparato: pistola lanciarazzi pronta da puntare verso la barca dei malviventi che per arrivare dal Venezuela con i motori fuoribordo devono caricarsi di taniche di benzina, quindi basta centrare la barca e vai con un bel barbecue. Se poi questo non fosse bastato c’era sempre il machete! Per fortuna niente di tutto ciò è accaduto, anzi abbiamo conosciuto durante la nostra navigazione militari cortesi, disponibili e attenti alla nostra sicurezza e pescatori che ci offrivano in cambio di pochi dollari o di sigarette pesce e aragoste, un altro mondo rispetto le Antille dove tutto gira sul biglietto verde americano.

La Blanquilla Venezuela

La Blanquilla Venezuela

Dopo tre giorni di permanenza nella vana attesa che il meteo migliorasse abbiamo a malincuore abbandonato La Blanquilla con le sue spiagge e la sua natura spettacolare e abbiamo fatto di nuovo rotta a Ovest in direzione Los Roques dove siamo arrivati dopo una navigazione notturna di 140 miglia sempre con un bel vento di 25/30 nodi e onde molto formate: 3/4 metri. Dovendo fare cambusa e rifornirci di acqua da bere ci siamo diretti alla Gran Roque , la “capitale” che è l’unico centro abitato di questo arcipelago formato da isole coralline e reef , purtroppo il villaggio era completamente o quasi deserto, i tre supermercati non avevano né frutta né acqua in quanto la nave che trasporta le merci non era partita da Caracas perché il periodo è poco turistico, risultato: abbiamo fatto scorta solo di bibite, rum e sigarette che ci servono come merce di scambio con i pescatori. Dato che tutto l’arcipelago è parco marino ci siamo rivolti all’autorità competente per richiedere i permessi di navigazione come d’obbligo ma anche qui una serie di problemi burocratici ci ha impedito di acquisirli e su consiglio del proprietario di una posada (pensione), che ci ha detto che non avremmo avuto nessun problema di controlli in quanto con questo mare e forte vento nessuno avrebbe abbandonato gli ormeggi per venirci a controllare, abbiamo quindi evitato di perdere altro tempo in pratiche burocratiche e per 4 giorni abbiamo vissuto completamente isolati nei cayos: baie a forma di ferro di cavallo formate da reef , lingue di sabbia e mangrovie che proteggono dalle onde ma non dal vento. Naturalmente per raggiungere questi cayos l’adrenalina è alle stelle perché bisogna addentrarsi fra reef, teste di corallo e lingue sommerse di sabbia non segnalate sulla carta nautica ma all’arrivo lo spettacolo e la soddisfazione sono alle stelle.

Los Roques - Venezuela

Los Roques – Venezuela

Purtroppo il tempo come sempre è tiranno quindi partiamo verso Ovest in direzione Les Aves, che sono due arcipelaghi come Los Roques ma più piccoli e completamente disabitati. Il primo si chiama Aves de Barlovento, ( sopravento )il secondo Aves de Sotavento, ( sottovento )anche qui stesso discorso di Los Roques: cayos , cayos e cayos! Il nome Aves significa uccelli, potete quindi immaginarvi la miriade di volatili che abbiamo trovato: pellicani, sule, fenicotteri, pappagalli, trampolieri ed altri di cui non conosco il nome; il tutto accompagnato da una colonna sonora assordante di grida, urla e gorgheggi, insomma un “casino” piacevole dall’alba al tramonto. Dopo 2 giorni ancora rotta a Ovest questa volta verso la civiltà: le Antille Olandesi.

Les Aves de Sotavento - Venezuela

Les Aves de Sotavento – Venezuela

Bonaire provenendo da est è la prima delle Antille Olandesi o isole ABC, l’isola si scorge solo quando ormai siamo a poche miglia, sia per la visibilità non molto buona che per il fatto che è priva di alture rilevanti.

Bonaire è tutta un Parco Naturale sia marino che terrestre quindi non c’è possibilità di ancoraggio se non per emergenza e per questo motivo sono state messe di fronte al lungomare della capitale Oranj… delle boe dove è possibile ormeggiare pagando la tariffa di 10 dollari, dopo aver espletato le pratiche di ingresso, controllato l’ancoraggio e la tenuta della boa dove eravamo ormeggiati abbiamo noleggiato un pic up per visitare l’isola che ci ha sorpreso per la bellezza dei paesaggi, la natura selvaggia e i fondali corallini con una visibilità che ho riscontrato in poche altre immersioni in giro per il mondo. Devo aggiungere inoltre la facilità con cui è possibile immergersi: in sostanza ci si reca in uno dei numerosi diving, che non si trovano sulla spiaggia ma all’interno lungo la strada che costeggia l’isola, si noleggia l’attrezzatura, la macchina per raggiungere il luogo d’immersione e la mappa dell’immersione in alternativa ci si può unire ad un gruppo di altri sub con una guida.

Mayreu - Grenadine

Mayreu – Grenadine

Dopo due giorni partiamo per Curacao, la nostra destinazione finale percorriamo velocemente le 50 miglia che la separano da Bonaire grazie ai soliti 30 nodi di vento, sempre per fortuna portanti, e raggiungiamo la baia di Spanish Water

Ogni volta che raggiugo una meta è un sollievo prima che una soddisfazione, solo quando l’adrenalina scompare si fa largo la soddisfazione e con calma faccio il bilancio della navigazione: 500 miglia con vento e onde sostenuti in un oceano mai domato che incute paura e rispetto, come un animale feroce che ruggisce, questa volta solo per intimorire e dimostrare la sua forza ma domani …, questo è l’oceano: un’incognita, una sfida mai vinta, un amore infinito…

Flamingos a Bonaire

Flamingos a Bonaire

Sanganeb è ora ormeggiato al Seru Boca Marina circondato da una splendida cornice di mangrovie, al sicuro lontano dal mare in una laguna di acqua salmastra , li si riposerà ed io con lui in attesa della prossima navigazione sempre rotta Ovest con obbiettivo Cartagena des Indies in Colombia

 

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