Iscriviti alla newsletter di Sanganeb!

Utilizzando questo form puoi iscriverti alla newsletter di Sanganeb. Ricevere le novità e i diari di bordo periodici sono due delle tante cose che si possono ottenere iscrivendosi.
Clicca qui se non vuoi più visualizzare questo messaggio
Navigation Menu
Curacao/Antille Olandesi – Cartagena/Colombia

Curacao/Antille Olandesi – Cartagena/Colombia

  • Data: 24/08/2015
  • Luogo: Cartagena de Indies
  • Miglia Percorse: 6950

Vi scrivo da Cartagena de Indias in Colombia dove mi trovo per fare la manutenzione annuale a Sanganeb.Arrivare fin qui da Curacao non è stata una cosa semplice,

Cartagena de Indies: la Sky Line

Cartagena de Indias: la Sky Line

in quanto il tratto di mare di 400 miglia circa che la separa da Cartagena è molto insidioso, tant’è che è considerato da autorevoli navigatori e dai manuali di navigazione come uno dei tratti più impegnativi al mondo e in effetti così è stato nonostante avessi preso tutte le precauzioni possibili.

Mi sono dovuto subire onde mai viste, oltre i 4 metri, che hanno sottoposto Sanganeb e il suo equipaggio a una dura prova; comunque come al solito ne è valsa la pena! Abbiamo visitato terre che ci erano state sconsigliate per via di atti di pirateria e anche per una situazione politica di allerta, quasi di guerra, tra il Venezuela e la Colombia,

Cartagena de Indias: il mercato

Cartagena de Indias: il mercato

ma la voglia di conoscere luoghi nuovi e nuove genti ci ha fatto superare questi ostacoli, così abbiamo potuto esplorare la Guajira una terra desertica al confine con Venezuela e Colombia con le sue spettacolari baie, i suoi deserti, la sua solitudine e la sua popolazione: gli indigeni Wayuu che abitano queste terre inospitali, al limite della sopravvivenza. Questi saranno per me e penso per il mio equipaggio ricordi indelebili, anche se sinceramente mi sono costati uno stress incredibile e un consumo di adrenalina alle stelle…. ma senza la giusta dose di follia non è possibile proseguire nel mio progetto. Dopo aver lasciato Curacao, toccato la mondana isola di Aruba e l’isola Venezuelana di Les Monjes del Sur che è poco più di uno scoglio in mezzo al mar caraibico abitata da una guarnigione di militari che hanno perquisito a fondo la barca cercando chissà cosa, siamo arrivati alla penisola della Guajira e a baia Honda,

Baia honda e il deserto della Guajira

Baia honda e il deserto della Guajira

dove, a detta degli indigeni Wayuu, siamo stati una delle poche barche ad entrare e ad uscirne senza danni, perché questa grande baia è piena di mille insidie e ostacoli ed al nostro arrivi era sferzata da un vento che sfiora i 40 nodi. Sicuramente abbiamo avuto un po’ di fortuna ma anche l’autostima è importante e per uscire da baia Honda le nostre capacità sono state fondamentali. Abbiamo proseguito poi verso Cabo de la Vela con i suoi insediamenti Wayuu e le gustose aragoste alla brace cucinate sulla spiaggia, fino a giungere, dopo una settimana di navigazione,ormai a corto di acqua ma non di cibo in quanto la pesca è stata sempre molto fruttuosa, con tonni e dorado che non hanno disdegnato la nostra lenza, a Santa Marta, una delle grandi città della Colombia, dove mi sono riposato per due giorni, mentre l’equipeggio scorrazzava nel magnifico parco naturale di Tayrona,

 Il deserto della Guaijra

Il deserto della Guaijra

uno dei più rinomati della Colombia. Quando abbiamo ripreso la navigazione abbiamo attraversato il fatidico estuario del Rio Magdalena, il più grande fiume della Colombia, che riversa in mare una moltitudine di fango e detriti e che dunque rende la navigazione molto impegnativa e rischiosa proprio per evitare di colpire gli innumerevoli oggetti galleggianti che causano danni notevoli allo scafo. Questo è stato l’ultimo grande ostacolo prima di arrivare finalmente a Cartagena de Indas, la nostra meta.

img_3409Dopo una visita di due giorni alla città siamo ripartiti per le isole del Rosario a 20 miglia a ovest di Cartagena per fare un po’ di spiaggia e di relax .

Purtroppo qui ho vissuto, per fortuna non direttamente, una vicenda tragica: una barca a vela olandese ancorata poco distante da noi è stata assalita da delinquenti che nel tentativo di rapinare i due coniugi a bordo hanno ucciso la donna per impedirle di gridare tutto questo per un misero bottino di pochi dollari, anche questo è un rischio che purtroppo devo assumere  per navigare in questa zona…

 

Al rientro a Cartagena ho alato la barca in secco in cantiere e con l’equipaggio al completo siamo partiti per un tour all’interno della Colombia: abbiamo visitato la città di Medellin, anche se appena arrivati, alla reception dell’ albergo ci è stato sconsigliato di visitarne il centro dopo le 5 della sera per via degli atti di delinquenza … un bel benvenuto!

Medellin: piantagioni di caffè

Medellin: piantagioni di caffè

La città è famosa oltre che per le piantagioni di caffè anche e soprattutto per essere stata la patria del re del narcotraffico Pablo Escobar che per un periodo è stato considerato l’uomo più ricco della terra grazie ai suoi traffici di cocaina, qui è nato e morto tragicamente mentre fuggiva tra i tetti della città dai militari Americani e Colombiani addestrati appositamente per catturarlo e dalla sua città è considerato ancora oggi un grande uomo e benefattore.Abbiamo proseguito verso la capitale, Bogotà, situata a 2800 metri di altezza con 9 milioni di abitanti e una temperatura di 9 gradi in Agosto che per me, che venivo con abiti estivi einfradito dal mar dei Caraibi con temperature di 35 gradi, è stato un vero trauma che però ho superato grazie alla bellezza della città e dei suoi musei, ma soprattutto grazie all’acquisto di indumenti più adatti.A Cartagena ho rimesso in sesto

Le vie del caffè: i trasporti

Le vie del caffè: i trasporti

Sanganeb nel cantiere Ferroalquimar un ottimo cantiere con delle ottime persone e con costi irrisori ma con un caldo umido soffocante veramente al limite della sopportazione con però una nota positiva: una tortora ha depositato due uova nel bugliolo della barca e dopo 15 giorni di cova sono nati due pulcini ed io non me la sono sentita di alare la barca in acqua e sfrattare la famigliola ho aspettato quindi che i piccoli imparassero a volare e così finalmente qualche giorno fa tutta la famiglia ha preso il volo, questa stupida storia di pennuti mi ha molto emozionato, non lo nascondo .

Immersione a San Andres

Immersione a Providencia

Ho raggiunto, a 400 miglia a nord della Colombia e a sole 90 miglia a est dal Nicaragua nel Mar dei Caraibi questo piccolo arcipelago, San Andres e Provincia che è circondato da una grande barriera corallina, la terza per estensione di tutto il pianeta.

San Andres

San Andres

Ancora poco conosciuto al turismo internazionale ma molto pittoresco questo arcipelago è abitato da una popolazione creola sempre allegra e sorridente che vive a suon di musica di bolero e calypso, l’ isola principale San Andres , dove mi trovo per ora, fu anche rifugio del pirata Henry Morgan, che qui si racconta seppelli i suoi tesori ma la cosa che colpisce di più, oltre le spiagge bianche, è il mare cristallino con colori che vanno dal turchese al blu profondo e qui finalmente ho potuto fare un po di immersioni tra squali e relitti.

Ora sono di nuovo in porto a Cartagena per finire le ultime operazioni di manutenzione di Sanganeb e pronto per affrontare le ultime 250 miglia che mi separano dalle  poco conosciute  isole San Blas nello stato di Panama.

Bogotà: la cattedrale nella miniera di sale

Bogotà: la cattedrale nella miniera di sale

San Andres

San Andres

« Ritorna al Diario di Bordo