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Cadice – Porto Santo Madeira / Portogallo

Cadice – Porto Santo Madeira / Portogallo

  • Data: 19/08/2014
  • Luogo: Portosanto Madeira
  • Miglia Percorse: 2186

 

 

Ci svegliamo con comodo alle 08:00 e con sorpresa troviamo sul display dell’AIS due messaggi mandati alle 01:00 da qualcuno non ben identificato: nel primo ci sollecita a lasciare l’ancoraggio perché la zona è attraversata da cavi sottomarini dell’alta tensione e quindi vietata all’ancoraggio e nel caso ne lesionassimo qualcuno saremo costretti a pagarne economicamente le conseguenze, nel secondo ci invita a entrare nel vicino porto e a pagarne la relativa quota di ormeggio.

Onde "oceaniche"

Onde “oceaniche”

Ormai il problema non si pone perché noi stiamo già abbandonando l’ormeggio senza aver lesionato nulla ma un brivido mi corre lungo la schiena al pensiero non del rischio economico ma di quello fisico al mio equipaggio, alla barca e a me. Salutiamo Nico che si avvia verso Faro in Portogallo, noi invece dopo aver scrupolosamente controllato i Grib meteo e contattato telefonicamente il servizio meteo a cui siamo abbonati, il quale ci sollecita a partire viste le ottimali condizioni meteo che troveremo sulla nostra rotta, ci dirigiamo verso l’avventura oceanica: rotta Sud Est per Madeira-Canarie di 600 miglia circa e che ci impegnerà dai 4 per Madeira ai 6 giorni per Lanzarote nelle Canarie. Le prime miglia le facciamo a motore poi inizia a soffiare il vento ma stranamente non sono i sospirati alisei portoghesi di Nord Est ma un fastidioso vento di Sud Est proprio sul muso che ci obbliga ad una deviazione a sud ed a una bolina stretta di 45 gradi. La nostra speranza è che questo sia un vento termico locale che poi si diraderà durante l’avanzamento, rivediamo di nuovo i grib scaricati in precedenza che ci confermano l’arrivo dell’aliseo favorevole mentre un bollettino radio spagnolo ci conferma purtroppo che il vento di Sud Est persisterà per 24 ore e oltretutto aumenterà di intensità durante la nott , un vero colpo mortale al nostro morale, proseguiamo diretti verso la costa marocchina per tutta la giornata e la notte con una navigazione a vela al limite della sopportazione toccando, con due mani di terzaroli sia al fiocco che alla randa, punte di 9,5 nodi . Sanganeb prende dei colpi incredibili causati dalle ripide onde di 2 metri e oltre di altezza e così il mio morale e quello dell’equipaggio sommato alla stanchezza e a una leggera nausea peggiorano la già tesa situazione. Stoicamente proseguiamo, ma dove sono le lunghe e dolci onde oceaniche che tutti mi avevano descritto? Maledico i Grib, il servizio meteo a pagamento, le Pilot Chart e i portolani che descrivevano la rotta Gibilterra –Canarie come una rotta facile e sicura, a prova di scemo a,ggiungo io. Decidiamo, vista l’impegnativa navigazione, di fare i turni di guardia al timone in coppia e non singolarmente come nelle navigazioni precedenti e non di 2 ore ma di 3, io in coppia con Michela ed Emilio con Elisabetta. Finalmente a 100 miglia dalla costa marocchina il vento si calma e comincia a girare a Ovest e questo, nonostante le onde persistano nel loro frangere sul povero Sanganeb, ci rassicura un poco e appena riusciamo a raggiungere gli 8 gradi di latitudine Ovest arrivano i sospirati alisei portoghesi che ci aiutano ad allontanarci dalla costa marocchina. Dopo quasi 24 ore di navigazione e 140 miglia effettive percorse quasi tutte di bolina alla media di 5,5 nodi senza aver mangiato e dormito, infreddoliti e con il morale a pezzi ci rilassiamo un poco sull’onda degli alisei e iniziamo una nuova giornata che potrà essere solo migliore della precedente e che in verità ci ha avvicinato alla meta solo di poche decine di miglia: praticamente 130 miglia buttate letteralmente “al vento”.

Qualcosa ha abboccato...

Qualcosa ha abboccato…

La navigazione procede sempre al lasco degli alisei e sempre con l’intento di allontanarci dalla costa marocchina che diventerà in seguito un vero incubo. Scarichiamo dalla radio SSB (benedetto acquisto) un nuovo grib meteo che ci mette di nuovo in allarme in quanto è prevista a sud di Casablanca una forte depressione che causerà per 3 giorni venti di 30 nodi da nord est con onde di 2,5/3 metri con periodo di 5/6 secondi, quindi ripide e frangenti. Di nuovo l’ansia ci assale abbandoniamo la rotta Sud Ovest al lasco per una ad Ovest al traverso degli alisei che ci consentirà di allontanarci più rapidamente dal Marocco ma di allungare ulteriormente la rotta verso le Canarie. A mezzogiorno ci arriva sul telefono satellitare un SMS del famigerato servizio meteo che ci conferma, anzi evidenzia l’assoluta necessità di raggiungere il più velocemente possibile la latitudine dei 14,5 gradi Ovest per evitare la sopracitata perturbazione marocchina e navigare in assoluta tranquillità.

la prima preda oceanica : un dorado di 12 kg.

la prima preda oceanica : un dorado di 12 kg.

Fatti due conti mancano 200 miglia al raggiungimento della zona di sicurezza e che tradotto in tempo sono 36 ore. Durante l’impegnativa navigazione peschiamo un bellissimo Dorado di circa 10 kilogrammi la sera stessa Elisabetta e Michela ne cucinano una parte in umido con le patate e congelano il resto. Il terzo giorno di navigazione procede sempre con il sostegno dell’aliseo che ci fa macinare miglia su miglia e dopo l’ennesimo grib meteo che ci conferma la perturbazione sul Marocco fino a Lanzarote decidiamo a questo punto di dirigere la prua su Porto Santo nell’arcipelago di Madeira dove arriviamo stravolti ma soddisfatti dopo 4 giorni 9 0re e 15 minuti di navigazione e 601 miglia ininterrotte alla media di 6 nodi all’ora.

 

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